Succede spesso: un figlio che paga l'IMU dei genitori anziani, un genitore che versa le imposte per un figlio minorenne che ha ereditato un immobile, un erede che deve chiudere i conti del familiare scomparso. Si può fare? Sì, ma bisogna compilare correttamente il modello.
La regola d'oro: conta il codice fiscale del contribuente
Il versamento viene attribuito al codice fiscale indicato nella sezione "Contribuente", non a chi materialmente paga o al titolare del conto da cui escono i soldi. Se paghi l'IMU di tua madre, nella sezione Contribuente vanno i dati di tua madre. Molte banche, con l'home banking, permettono di pagare un F24 intestato a un'altra persona addebitandolo sul proprio conto.
Il campo "coobbligato"
Sotto i dati anagrafici c'è il riquadro per il codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare, con accanto il codice identificativo. Va compilato quando chi paga ha un ruolo giuridico rispetto al contribuente. Il caso più comune è il codice identificativo 02, che si usa per l'erede, il genitore, il tutore o il curatore fallimentare. Le istruzioni del modello F24 riportano l'elenco completo dei codici per gli altri casi.
Se invece stai semplicemente pagando per un familiare che è in grado di agire da sé (un genitore anziano che ti ha chiesto di occupartene), di norma basta compilare correttamente la sezione Contribuente con i suoi dati.
Caso 1: figlio minorenne
Se il minore è contribuente (ad esempio è comproprietario di un immobile ereditato), nella sezione Contribuente vanno i dati del minore, mentre nel riquadro coobbligato va il codice fiscale del genitore con codice identificativo 02.
Caso 2: imposte dovute dal defunto
Per le imposte che il defunto avrebbe dovuto pagare (ad esempio il saldo IRPEF dei redditi percepiti prima del decesso o l'IMU fino alla data del decesso):
- nella sezione Contribuente vanno i dati del defunto;
- nel riquadro coobbligato va il codice fiscale dell'erede che paga, con codice identificativo 02.
Per l'IMU del periodo successivo al decesso, invece, ogni erede paga con il proprio F24, intestato a sé, per la propria quota. Approfondisci nella guida per i proprietari di immobili.
Caso 3: persona con tutore o amministratore di sostegno
Se il contribuente ha un tutore, il versamento si intesta alla persona tutelata e il tutore si indica come coobbligato con il codice identificativo previsto. Per l'amministratore di sostegno valgono indicazioni specifiche: verifica il codice corretto nelle istruzioni del modello o chiedi a un CAF.
Canale di pagamento
Valgono le regole generali: se il contribuente non ha partita IVA e non ci sono crediti in compensazione, si può usare anche l'F24 cartaceo. Con l'home banking, verifica che la tua banca consenta l'addebito di un F24 intestato a un altro codice fiscale.
Se hai sbagliato intestazione
Se hai pagato indicando il tuo codice fiscale al posto di quello del contribuente, il versamento risulta a tuo nome. Non serve ripagare: si può chiedere la correzione della delega all'Agenzia delle Entrate o, per l'IMU, segnalare l'errore all'ufficio tributi del Comune, allegando la quietanza. Prima lo fai, meglio è.