Il saldo dell'anno precedente e il primo acconto dell'anno in corso si pagano tutti insieme in estate, e l'importo può essere consistente. La legge consente di dividerli in rate mensili. Vediamo come funziona.
Cosa si può rateizzare
- Sì: saldo e primo acconto di IRPEF, IRES, IRAP, imposta sostitutiva dei forfettari, cedolare secca, addizionali, IVA a saldo differita, contributi INPS dovuti a saldo e primo acconto.
- No: il secondo o unico acconto di novembre, che si paga in un'unica soluzione.
Puoi scegliere di rateizzare tutto, solo alcune imposte, oppure pagare alcune voci in unica soluzione e altre a rate.
Quante rate
Le rate sono mensili e il piano deve chiudersi entro il 16 dicembre dello stesso anno. Il numero massimo di rate dipende quindi da quando paghi la prima: chi parte dalla scadenza di fine giugno ha a disposizione fino a sette rate; chi parte più tardi (ad esempio con la proroga di luglio o agosto) ne ha di meno. Le rate successive alla prima scadono di regola il giorno 16 di ogni mese, con la rata estiva che può essere pagata entro il 20 agosto.
Gli interessi
Sulle rate successive alla prima si pagano interessi pari al 4% annuo, cioè circa lo 0,33% per ogni mese. Gli interessi si calcolano in proporzione ai giorni intercorsi tra la scadenza della prima rata e il pagamento di quella successiva, e si versano con codici tributo specifici (ad esempio 1668 per gli interessi su imposte erariali pagate a rate) oppure, per i contributi INPS, sommandoli al contributo.
Gli interessi sono bassi rispetto a quelli di un prestito, ma non conviene scegliere il numero massimo di rate per abitudine: se puoi chiudere prima, risparmi.
Come si compila l'F24
Nel campo "rateazione/regione/prov./mese rif." della sezione Erario si indica la rata nel formato NNRR:
- NN = numero della rata che stai pagando;
- RR = numero totale di rate scelte.
Esempio: la prima di sei rate si indica 0106, la terza 0306. Se paghi in unica soluzione, scrivi 0101 oppure lascia il campo vuoto, secondo le istruzioni del codice tributo.
Cosa succede se salti una rata
Una rata non pagata o pagata in ritardo è un versamento omesso o tardivo, che si può sistemare con il ravvedimento operoso. Non si perde il piano di rateizzazione nel suo complesso, ma si pagano sanzioni e interessi sulla singola rata.
Rateizzazione o maggiorazione?
Chi non riesce a pagare alla scadenza ordinaria può scegliere tra pagare entro i 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40% (0,80% per i soggetti che fruiscono di proroghe specifiche, come nel 2026) oppure iniziare subito un piano di rate. Le due soluzioni si possono anche combinare: si paga la prima rata alla scadenza "maggiorata" e si prosegue con le successive. Per le date del 2026 vedi la guida su saldo e acconti.
Questa è una rateizzazione "spontanea" delle somme da dichiarazione. È diversa dalla rateizzazione delle cartelle di pagamento dell'Agente della riscossione o degli avvisi bonari dell'Agenzia delle Entrate, che seguono regole proprie.